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Terni ON: Notte "bianca" sì, ma con qualche macchia

Pubblicato il 21/09/2012 - Letto 1816 volte
La Notte Bianca ternana, un grande evento, ma con qualche macchia. E se quest'anno Terni On non fosse accessibile alle persone con disabilità? Relativamente alle iniziative che si volgeranno sotto Ponte Carrara, la preoccupazione della FISH Umbria ONLUS (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) e della FAND Umbria ONLUS (Federazione tra le Associazioni dei Disabili) è tale da far preannunciare una seria battaglia contro chi - nell'Amministrazione comunale - prima adotta delle strategie per garantire il diritto all'accessibilità e poi le abbandona.

«[…] Assaltiamo la prua per riprenderci la città. Siamo pacifici, ma anche stanchi di aspettare. Vogliamo mandare un messaggio a chi a Terni non ci permette di vivere in modo creativo e libero zone cittadine, come quella del fiume […]».

Le parole del gruppo di trentenni ternani, che daranno vita alla "Nuit des Boucaniers" (la "Notte dei bucanieri") lungo le rive del Nera - sopra e sotto Ponte Carrara, alle 19.00 di Venerdì 21 e alle 17.00 di Sabato 22 settembre (durante Terni ON) -, sembrano simili agli intenti che le persone con disabilità stanno cercando di fare nei confronti di quell'opera architettonica che il Comune di Terni ha realizzato sotto Ponte Carrara.

Le sponde del fiume dovrebbero diventare luogo di attività ed iniziative culturali, ma anche quest'anno non lo sarà per i cittadini che non possono usare le scale. L'accesso alla parte inferiore dell'imponente opera del Ponte Carrara, infatti, è costituito da una rampa di scale; tuttavia durante l'iniziativa di Terni ON non verrà allestita alcun mezzo alternativo per permettere di superare questa barriera architettonica.

Chissà, forse sono necessari dei bucanieri per contrastare i tanti "schettini" [dal nome di Schettino, capitano della nave Costa Concordia affondata lo scorso gennaio presso l'isola del Giglio, N.d.R.] che, incerti sul tipo di rotta che devono intraprendere, continuano a far affondare le proprie navi? Ci si domanda, infatti, perché se la rotta è stata presa, ogni due per tre bisogna stravolgerla, tornare indietro e cambiare direzione?

Anche quest'anno, quindi, ci troviamo a parlare della "prua" di Ponte Carrara e che tanto, in passato, ha fatto discutere; e questo ci dispiace, tanto più che l'anno passato l'organizzazione degli eventi che si svolgevano in quel luogo aveva fatto sperare che la "rotta" presa fosse irreversibile. Evidentemente qualcuno ha perso la bussola. Quest'anno c'è il forte rischio che la «Nuit des Boucaniers» non permetta ad una parte della cittadinanza di «vivere in modo creativo e libero zone cittadine, come quella del fiume» - per usare le loro parole - a causa della presenza di barriere architettoniche. Ecco, appunto!

Il movimento associativo è piuttosto preoccupato di questo rischio, perché ogni volta che si organizza un evento (culturale, sportivo, ecc.) si deve ricominciare daccapo a spiegare agli "strateghi" comunali - che dovrebbero preoccuparsi di dare le opportune autorizzazioni agli organizzatori degli eventi - quali sono le "strategie" che loro stessi hanno approvato. In questo senso si sono espresse le principali federazioni che rappresentano e tutelano le persone con disabilità nella nostra città: la FISH Umbria ONLUS (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) e la FAND Umbria ONLUS (Federazione tra le Associazioni Nazionali di Disabili).

«Dobbiamo riconoscere - affermano nella lettera aperta alla Città e alle Istituzioni che hanno redatto per l'occasione - che è stata fiducia mal riposta, quella con cui abbiamo aderito alla collaborazione con il Comune di Terni per la realizzazione del "Programma Urbano Complesso 2", meglio noto come "PUC 2" [leggi qui, N.d.R.]. Quando è "apparso" l'ambizioso programma "Un centro da favola: realizzare la città immaginata" [leggi qui, N.d.R.] abbiamo avuto qualche dubbio per la mancanza di concretezza della prospettiva e, oggi, ci ritroviamo a dover dire, come il replicante di Blade Runner, di aver visto "cose che voi umani non potreste immaginarvi" e, comunque, anche noi stentiamo a crederci».

Ma il coinvolgimento della FISH Umbria ONLUS e della FAND Umbria ONLUS nelle strategie comunali non finisce qui: «Abbiamo risposto prontamente e con spirito collaborativo anche quando siamo stati coinvolti nel Piano Strategico del Comune [leggi qui, N.d.R.], presentato come un modo "non per proporre un'idea di città da costruire, ma per costruire un'idea di città", e, dopo l'ennesima delibera per riavviare i tavoli di lavoro Agenda 22 [metodo per realizzare un Piano per le Politiche sulla Disabilità, N.d.R.], abbiamo avuto più di un sospetto che fosse solo un modo per confondere le idee e le carte in tavola».

Ma ripercorriamo la vicenda della "prua" e del ponte, fin dalla sua origine, nel "lontano" 2009. Stiamo parlando, ovviamente, dell'intervento di riqualificazione urbana dell'area ex bar Hawai, in prossimità di Ponte Carrara, e delle sponde del fiume Nera. L'intervento, progettato sotto l'allora Amministrazione Comunale Raffaelli, si proponeva di rendere possibile l'accesso al fiume su due livelli, quello superiore, sul piano stradale, dalla terrazza a forma di prua, e poi dal livello inferiore con la passeggiata lungo il fiume.

Già, durante l'inaugurazione, il 28 maggio 2009, ci furono delle proteste, perché - come spesso accade - l'inaugurazione era avvenuta in anticipo rispetto al completamento dei lavori e il sistema di collegamento tra la parte sopra e quella sotto non era completato (i motivi di questa anticipazione erano puramente elettorali: la Giunta Raffaelli voleva inaugurare l'opera prima che scadesse il proprio mandato).

A quell'epoca, la FISH Umbria ONLUS e la FAND Umbria ONLUS criticarono le proteste di alcune persone con disabilità, poiché le ritennero strumentali. Grazie alle tempestive sollecitazioni della FISH Umbria ONLUS (in collaborazione con i tecnici del Centro per l'Autonomia Umbro), infatti, era stata progettata (come da elaborato grafico esposto al pubblico durante l'inaugurazione) la realizzazione di una pedana elevatrice che costituisce una soluzione non discriminante, funzionale e ben integrata nel complesso. Ma non solo: secondo le dichiarazioni dei tecnici progettisti comunali e del RUP responsabile dell'opera pubblica, la pedana elevatrice era pure già stata finanziata.

Nel 2009, insomma, erano altri i ponti che preoccupavano le Federazioni (come abbiamo detto in questa news): il Ponte Allende, in particolare, non garantiva l'accesso a causa dei dissuasori presenti (di questo ponte, poi, torneremo a parlare).

Poi, l'anno dopo, l'iniziativa settembrina «Lungonera 2010, il fiume in festa» - che era stata presentata come accessibile (ed anche in questo sito, inizialmente, avevamo dato tale notizia) - si rivelò un flop per quanto riguarda l'accesso effettivo delle persone con disabilità. Questa volta l'indignazione della FISH Umbria ONLUS per la deliberata mancanza di volontà (o capacità) di trovare una soluzione seppure provvisoria (leggi qui la news), portò l'Assessore alla Cultura Simone Guerra a scusarsi pubblicamente: «[…] rispetto al tema dell'accessibilità dell'area ex Hawaii - disse in un comunicato stampa - ci scusiamo con quanti  non hanno potuto partecipare alla manifestazione. Ma ribadisco che alla questione era stata posta una particolare attenzione nella fase di preparazione dell'evento che peraltro gli organizzatori sarebbero stati disponibili a svolgere anche solo sulla piattaforma superiore. Se ci sono stati fraintendimenti, lavoreremo ancora, nell'ambito delle possibilità del nostro assessorato, per superarli, con il confronto e con il dialogo, come abbiamo sempre fatto, nella consapevolezza che la città è di tutti e deve essere fruibile a tutti […]».

Non fu solo una dichiarazione di intenti quella dell'Assessore Guerra, poiché l'edizione 2011 del «fiume in festa» garantì l'istallazione provvisoria di un ascensore da cantiere durante l'evento (leggi qui la news).

Dopo questa "svolta", sembrava ovvio che ogni manifestazione successiva a quella avrebbe garantito "di default" una soluzione (fosse anche provvisoria). Invece, purtroppo, così non pare.

Ma l'amarezza di questo cambio di rotta sembra aver coinvolto anche altre opere che l'Amministrazione ha realizzato. Ma si sa, 2012 è anno bisesto e quindi funesto: forse è per questo che i nuovi uffici comunali - rinnovati il 1° agosto - si sono rivelati inaccessibili (caspita, in un edificio nuovo? Eh, sì!); forse è sempre per questo che il Parco dedicato al Neuropsichiatria Giuseppe Tardioli (già collaboratore della FISH Umbria ONLUS), sotto Ponte Allende, non è accessibile perché la pavimentazione non è lastricata ma ha la ghiaia…

Qualcuno, all'interno della cabina di comando, ha perso la bussola. Converrà ricordare al "comandate" di Palazzo Spada che il proprio "sestante" (la bussola) ce l'ha, eccome! È Agenda 22 che ha prodotto una marea (appunto) di delibere sulla mobilità e accessibilità proprio per evitare che si realizzino opere che discriminino le persone con disabilità. Agenda 22 - che, come ricordano le due Federazioni - questa Amministrazione ha fatto rientrare all'interno degli assi strategici del proprio Piano Regolatore del Sociale - è quindi una rotta strategica che sarebbe assurdo abbandonare. Ma soprattutto, venir meno alla propria strategia significa due cose: essere pessimi strateghi, oppure prendere in giro le persone. In entrambi i casi, l'Amministrazione comunale non ci fa una gran bella figura.

Ed, infatti, è un po' questa la stessa conclusione cui arrivano anche le due Federazioni: «Dobbiamo ammettere - affermano nella lettera aperta - che le nostre associazioni sono state prese in giro, ma, soprattutto, lo sono state le persone con disabilità e oggi, ancora una volta, siamo costretti ad assistere alla desolante dimostrazione di mancanza di volontà , o nella migliore delle ipotesi, di mancanza di capacità di chi ha dichiarato di essere politicamente sensibile ai temi della non discriminazione o ha considerato strategico pianificare interventi per una città inclusiva».

A conclusione di questo articolo, ci resta un dubbio: se i "pirati" della «Nuit des Boucaniers» dicono che per l'occupazione della prua «al posto delle spade <useranno> le armi dell'arte e della musica», le persone con disabilità cosa dovranno usare?

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