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Olimpiadi e Paralimpiadi: inclusione a tutto campo e ritorno alla realtà

Pubblicato il 12/09/2012 - Letto 2559 volte
Al termine delle Paralimpiadi di Londra si possono fare dei bilanci in merito all'inclusione delle persone con disabilità nel campo dello sport e nella vita quotidiana. Se certamente, infatti, le Paralimpiadi hanno dimostrato una qualità elevata dell'inclusione degli atleti che vi hanno partecipato, spenti i riflettori sulla kermesse, il rischio è che il ritorno alla realtà sia ancor più traumatico per chi aveva forse sperato che il clima inclusivo dei giochi si sarebbe esteso, quasi automaticamente, anche nella quotidianità. Per concludere questa nostra parentesi paralimpica, riportiamo due commenti (pubblicati su Superando.it) di due esponenti del movimento associativo della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap): Giampiero Griffo, membro del consiglio mondiale di DPI (Disabled Peoples' International) e Claudio Arrigoni, blogger di "InVisibili" (blog del Corriere della Sera on line).

Giampiero Griffo, membro del consiglio mondiale di DPI (Disabled Peoples' International), intervistato da Barbara Pianca sulle pagine di Superando.it, ha le idee molto chiare sul valore comunicativo della kermesse dei Giochi Paralimpici, ma anche di quelli Olimpici e, infatti, confessa a Pianca: «[…] sono rimasto molto favorevolmente colpito dal messaggio di inclusione che è stato inviato, esplicito in particolare durante le cerimonie d'inaugurazione sia dei Giochi Olimpici che di quelli Paralimpici, direi "a pari merito"».

A questo proposito, continua Griffo, «[…] le persone che hanno composto le coreografie sono state scelte in rappresentanza di tutte le diversità. C'erano anziani e bambini, persone di etnie diverse, uomini e donne, persone con e senza disabilità. La disabilità è stata sempre rappresentata, anche alle Olimpiadi, ma non ricopriva un ruolo da sola: era soltanto una tra le diversità possibili».

«[…] Dal punto di vista della valorizzazione del messaggio di inclusione - continua - non ho visto differenza tra le cerimonie e non è un aspetto da dare per scontato. Quando lo spettacolo raggiunge tali livelli mediatici, di solito non può sottrarsi alle regole del glamour che esclude tutta una serie di figure "non glamour". Invece qui, senza nulla togliere alla bellezza, al senso di meraviglia e stupore, è stato possibile includere rappresentanti di tutte le diversità […].

Insomma, i mass media inglesi sono "avanti" nel comunicare l'inclusione, cosa che peraltro ha affermato anche Pietro Barbieri nel comunicato della FISH (leggi qui il comunicato). A differenza di quelli italiani. A questo proposito, Griffo coglie l'occasione per muovere una critica alla modalità con cui i media nostrani trattano il tema della disabilità e del lungo e faticoso percorso che si potrebbe fare per modificare questa carenza (per conoscere l'intervista integrale, prosegui leggendo qui).

Anche Claudio Arrigoni, blogger di "InVisibili" (blog del Corriere della Sera on line), racconta di inclusione. Ma dal punto di vista degli atleti e delle altre persone con disabilità che hanno visitato Londra durante i Giochi Paralimpici. Ciascuno ha riportato commenti entusiastici dell'alto livello di inclusione presente e delle modalità con cui - forse per alcuni per la prima volta - venivano trattati.

Arrigoni riporta le osservazioni di uno studente di 18 anni che si muove in carrozzina, il quale, giunto al Parco Olimpico, ha da subito percepito il livello fisico dell'inclusione: quello dell'accessibilità del terreno. Ma, poi, ha apprezzato un livello di inclusione che va al di là dell'aspetto fisico: «Chi incontravo - afferma - guardava me, parlava con me, si rivolgeva a me. Di solito parlano con chi mi accompagna o mi spinge la carrozzina, anche per fare domande a me».

Arrigone cita le parole di Sebastian Coe, presidente del Comitato Organizzatore di Olimpiade e Paralimpiade (altra novità: prima i Comitati Organizzatori erano diversi), che ha dichiarato: «in questo Paese non penseremo più alla disabilità nello stesso modo». Tuttavia, mette in guardia dalla "bolla paralimpica", che potrebbe esplodere quando si torna alla realtà.

Per conoscere il contributo integrale di Arrigone, prosegui leggendo qui.


Approfondimenti

Nel corso dei Giochi Paralimpici, abbiamo cercato di offrire ai nostri lettori una panoramica completa delle gare, con dei collegamenti diretti ai siti specificatamente dedicati (come Ability Channel o il sito del Comitato Italiano Paralimpico) e una selezionata serie di commenti e di opinioni provenienti dalla rete.

Vai alla pagina dedicata alle Paralimpiadi.

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